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Teatro Luigi Russolo >> Storia  
L’inaugurazione del Teatro Comunale Luigi Russolo rappresenta l’avverarsi di un sogno che la comunità portogruarese attendeva da decenni. Portogruaro infatti non possedeva un teatro comunale da una cinquantina d’anni e in una città ricca di arte, storia e cultura la realizzazione del Teatro cittadino è il compimento di un progetto ambizioso, di un servizio di cui gode l’intero territorio: un importante spazio che arricchisce la vita culturale e prosegue l’attività teatrale e musicale che ha visto la realizzazione di consolidate stagioni in città.

Per dar vita a questo progetto il Comune di Portogruaro ha acquisito dalla Diocesi di Concordia Pordenone l’immobile denominato “Silvio Pellico” al fine di dotare la città di un nuovo teatro. L’edificio, realizzato agli inizi del 1900, era di proprietà della Curia di Pordenone e si presentava dopo i lavori di ristrutturazione degli anni ’50, in uno stato di abbandono sia all’interno sia in facciata. L’assetto era stato concepito per le proiezioni cinematografiche e non possedeva i requisiti e gli spazi necessari per lo svolgimento di attività teatrali.

Documenti che dimostrano l’attività teatrale della città di Portogruaro risalgono già dal 1600 con documenti contabili che attestano la realizzazione di spettacoli che si tenevano sempre nella sala del Municipio, detto allora palazzo Pretorio con lo scopo di rappresentare delle opere «per universal trattenimento» nel periodo del carnevale. Si trattava, con ogni probabilità, di rappresentazioni sporadiche, effettuate in occasione del carnevale, talvolta anche in autunno, come era abitudine nella città di Venezia, cui i cittadini di Portogruaro cercavano di ispirarsi e il cui modello di vita e di costume era ricalcato il più possibile.
Agli inizi del Settecento un documento getta uno sprazzo di luce sull’attività culturale a Portogruaro: ci sono «giovani cittadini di questa città che rappresentano serie opere che saranno anche di divertimento e sollievo di tutti questi cittadini et abitanti, e decoro pure della medesima città» . Era stato eretto un palcoscenico, ed erano state collocate le poltrone per gli spettatori, che pagavano un regolare biglietto.
Alcuni screzi fra nobili, per futili motivi, indussero l’allora podestà Pietro Marco Zorzi, all’inizio del 1787, a revocare il permesso di tenere spettacoli teatrali nel palazzo Pretorio. A seguito della decisione podestarile sorse l’idea di erigere un vero teatro che potesse soddisfare i bisogni culturali dei cittadini di Portogruaro ed essere luogo di accoglienza di diverse discipline.
Fu così che iniziarono i lavori del Teatro Sociale, così chiamato perchè la proprietà era dei soci, ma allora battezzato col nome di Teatro Accademico, che fu inaugurato il 2 febbraio 1789 con la rappresentazione de La tragedia urbana di Beverly, un dramma di cui non si ricorda neppure l’autore, ma che in quel tempo godeva del favore universale. Quella sera un pubblico numerosissimo ed entusiasta accorse ad applaudire gli attori, che erano dei dilettanti appartenenti alla nobiltà cittadina, la quale vantava una già secolare tradizione filodrammatica, frutto di un patrimonio culturale ereditato da Venezia e costantemente difeso e sviluppato.
Intanto, nel 1838, nasceva a Portogruaro l’Istituto Filarmonico Santa Cecilia, attivo fino al 1995 con il nome di Istituto Musicale Santa Cecilia, cui è subentrata la Fondazione che ne perpetua il nome.
La stampa locale di fine Ottocento testimonia una vitalità culturale di prim’ordine, di cui il Teatro Sociale costituiva il fulcro, con rappresentazioni teatrali, balli, conferenze, concerti, opere liriche con tanto di orchestra e coro, cui il pubblico accorreva numeroso non solo da Portogruaro, ma anche da località del Veneto e del Friuli.
Questa attività culturale di alto profilo continuò fino al secondo dopoguerra, essendo stato nel frattempo, negli anni 1913-14, il Teatro Sociale restaurato e ampliato su progetto dell’ing. Piero Bon. Era soprattutto l’opera lirica quella che andava per la maggiore.
Nel 1957 con lo sviluppo del cinematografo l’edificio conobbe la sorte di molti altri teatri storici e fu radicalmente rimaneggiato e ridotto a cinema, perdendo così la sua caratteristica struttura di teatro all’italiana.

Nel corso di questi cinquant’anni anche in assenza di un vero teatro il fervore culturale che caratterizza Portogruaro non si è fermato. Grazie alle varie stagioni teatrali invernali ed estive che in questi anni si sono svolte in luoghi alternativi e soprattutto grazie alla Fondazione Musicale Santa Cecilia che con il suo grande contributo musicale ha sostenuto la vita culturale portogruarese si è mantenuto un interesse e una continuità con l’arte che adesso troverà nel Teatro Comunale Luigi Russolo un luogo di espressione artistica, di aggregazione e di fruizione di spettacoli e manifestazioni artistiche.


Tratto dalla tesi di laurea “Il Nuovo Teatro Comunale Pellico- Nuovo spazio culturale della città di Portogruaro”
di Alice Cengarle


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